LE FORATURE
Croce per ogni biker, le forature
rappresentano il guaio più frequente per chi affronta percorsi fuoristrada, e
anche chi abbia provveduto a prevenire questo tipico infortunio meccanico non ne
è certamente esente. Per quanto riguarda la prevenzione si rimanda alle camere
d'aria (pag. 93), mentre qui si affronta la riparazione sul campo. Dopo essersi
resi conto di aver forato, per prima cosa è necessario rimuovere la ruota (vedi
pagina 224 e seguenti). A questo punto, se la dotazione al seguito è completa,
dovremmo avere l'occorrente per la riparazione o la sostituzione della camera
d'aria e per il suo gonfiaggio. È anche molto importante stabilire la causa
della foratura per ripartire con tranquillità; infatti, una spina non rimossa
dalla copertura oppure un flap paranippli difettoso o mal posizionato potrebbero
causare nuovamente la foratura della camera d'aria dopo pochi chilometri. Dopo
aver individuato il foro, stabilire se si tratti di una puntura (spina o altro)
oppure di una pizzicatura (dal tipico aspetto detto "a morso di serpente", che
si crea quando la camera viene pizzicata contro il cerchio e forma due piccoli
taglietti o anche uno solo). Ovviamente, il terreno che si sta percorrendo
suggerirà già delle ipotesi: una discesa sassosa con gradini provocherà
facilmente pizzicature mentre un bosco di acacie o castagni produrrà facilmente
forature da spine. Individuato il tipo di foro, accertarsi, nel caso si tratti
di una puntura, che non esistano altri fori. Se si avrà avuto cura di montare la
copertura con la scritta all'altezza della camera d'aria, sarà più facile
ispezionare la copertura perché sarà possibile individuare, con buona
approssimazione, in quale punto sia penetrata la spina. In ogni caso, dovrà
essere ispezionato con attenzione tutto l'interno della copertura al fine di
individuare l'eventuale permanenza di un residuo della spina. A questo punto,
preparare la camera d'aria nuova (o riparata) con qualche pompata e porla nella
copertura già inserita per metà. Collocata la camera, cominciare a montare la
copertura all'altezza della valvola, avendo cura di non pizzicare la camera fra
copertura e cerchio e cercando di concludere l'operazione senza l'utilizzo delle
apposite leve in plastica, perlomeno se non è proprio necessario (con le leve è
facile pizzicare la camera). A questo scopo, è utile accompagnare la parte di
copertura già montata stringendola fra le dita al fine di farla penetrare al
centro del cerchio dove lo stesso ha un diametro minore. La valvola va spinta
verso l'interno e mossa alcune volte prima di avere concluso l'operazione di
montaggio della copertura al fine di permetterne la corretta sistemazione,
soprattutto se si tratta di una camera con la zona della valvola rinforzata. Se
si dispone di una pompa, gonfiare parzialmente e controllare il bordo della
copertura per verificare che sia montata diritta e, in caso contrario, forzare
lateralmente con le mani fino a ottenere il miglior risultato possibile e finire
il gonfiaggio. Se invece della pompa si utilizza una bomboletta di CO2,
controllare, prima di iniziare, il corretto posizionamento già con la copertura
completamente sgonfia. Nel caso si disponga solo del CO2 (aria compressa),
gonfiare (anche con la bocca!) la camera, prima di iniziare il montaggio, di
quel tanto che basta a distenderla: sarà tutto più facile e si rischia meno la
pizzicatura. Le coperture con il cord in kevlar e una carcassa molto morbida
facilitano tutte le operazioni. Le operazioni di montaggio sono riassunte qui di
seguito dalla sequenza fotografica. Le camere d'aria nuove vengono solitamente
fornite di un tappo in plastica. Se le valvole sono del tipo Schrader,
conservare il tappo, se, invece, sono del tipo Presta, il tappo, perfettamente
inutile, può essere cestinato (a casa!). Nel caso si sia lacerata la copertura,
dopo avere verificato la causa dell'accaduto (e averla rimossa, qualora si
tratti di un pattino freno alto o d'altro che possa ripetere la lacerazione) può
essere possibile effettuare una riparazione di fortuna se si dispone di nastro
telato, oppure, pur di non ritornare a piedi, si può tentare di inserire
all'interno della copertura della stoffa (ad esempio un fazzoletto) oppure il
nylon telato che si raccomanda di usare per avvolgere la camera di ricambio.
Naturalmente, anche se si riuscisse così a effettuare la riparazione di fortuna,
bisognerà procedere con molta cautela per tornare alla base senza incidenti. La
foratura dovuta a un flap paranippli mal posizionato è senz'altro più
problematica perché potrebbe essere risolta sul campo solo con del nastro
adesivo tipo quello da elettri-cista ma è improbabile che questo sia presente
nella dotazione. È probabile, però, che se il flap inizia appena a mostrare
segni di cedimento sia possibile risistemarlo con calma nella posizione corretta
e procedere senza problemi al montaggio di una nuova camera, ma una volta
arrivati alla base bisognerà procedere senza indugi alla sostituzione. Un
discorso a parte riguarda le coperture di tipo tubeless. In questo caso, la
foratura, anche se, in teoria, meno frequente, interessa direttamente la
copertura ed è risolvibile sul campo con l'inserimento di una camera d'aria. La
riparazione definitiva, improbabile se non ci si trova in una situazione comoda
(per esempio nel garage di casa!), va effettuata con l'apposito kit.
Ecco le fasi della sostituzione di una camera ad aria:
a) Stringere la copertura con le mani per smuoverla dal cerchio
b) Tirando la copertura verso l'alto spingerla fuori dal cerchio
c) Infilando la mano, completare la fuoriuscita della copertura
d,e,f) Si possono utilizzare gli appositi levacopertoni
g) Sfilare del tutto la camera
h,i) Ispezionare bene l'interno della copertura
l) Iniziare il rimontaggio gonfiando un po la nuova camera
m) Inserire partendo dalla valvola
n) Completare con cura l'inserimento
o) Inserire la copertura forzando con le mani
p,q) Completare con i levacopertoni senza pizzicare la camera
r) Verificare la corretta posizione e gonfiare